Google+

Michele Groppi: “Ecco perché ho segnalato Chaouki”

“Ho fatto una ricerca sulla radicalizzazione della comunità islamica italiana quando ero all’Istituto internazionale dell’antiterrorismo. All’epoca io e la mia squadra di ricercatori abbiamo seguito delle indicazioni decise a tavolino e dovevamo inserire tutto quello che noi ritenevamo radicale sia a livello teorico sia retorico, dalle azioni vere e proprie ai discorsi”. Michele Groppi, il ricercatore che ha approfondito una ricerca condotta nel 2011 dall’International institute for counter-terrorism (Ict) dal titolo Islamic Radicalization Processes in Italy, ha spiegato al Giornale.it le motivazioni che lo hanno portato a inserire Khalid Chaouki tra i presunti islamici radicali.

Chaouki

Chaouki è quindi un pericoloso islamico radicale? Assolutamente no. Quando siamo giunti alla parte retorica ho aggiunto tanti esempi di persone radicali e il caso di Khalid Chaouki è molto ambiguo. Noi abbiamo inserito solo l’episodio controverso di cui lo stesso Khalid ha già dato spiegazioni. Conoscendo la persona, aveva già sollevato qualche dubbio al mio capo dell’epoca spiegando che Chaouki non è radicale. Lo seguo da un po’ e lo conosco ma siccome stavamo facendo un lavoro analitico il mio capo mi disse di inserire solo l’episodio specificando però il suo lavoro contro il radicalismo islamico.

Si è trattato di un errore? Secondo me c’è stato un fraintendimento. Io non ho detto né pensato che fosse radicale, abbiamo messo dentro solo quell’episodio lì proprio perché l’avevamo fatto per gli altri. Di Khalid nutro un grandissimo rispetto per tutto quello che fa e contro la radicalizzazione e il terrorismo perciò è assolutamente falso. Lui non è un estremista e anzi è uno di quelli che lotta contro tutte queste cose. Siccome questa è una ricerca grossa e scientifica dove noi abbiamo messo dentro fatti e cose successe, ma non deve essere presa fuori contesto, soprattutto in questo momento. Onde evitare futuri equivoci invito le persone interessate a chiedere direttamente a me.

Ma in base a quali criteri è stata condotta la sua ricerca? Dovevamo creare un indice di radicalizzazione, ovvero mettere dentro uno stesso calderone tutta l’attività di quelli che si pensava sostenessero l’odio, inneggiassero alla jihad basandoci su una ricerca da fonti aperte come gli articoli di giornali. Facendo ricerca è venuto fuori anche questo episodio e per par condicio lo abbiamo messo agli atti per ricordarlo e basta, come pura analisi. Nella mia ricerca, infatti, io ho cercato di includere tutto per filo e per segno ma quell’episodio è stato segnalato solo come postilla ma lungi da me considerare Chaouki un radicale.

Si è dispiaciuto nel sapere che il Ministero della Difesa ha tolto dal sito istituzionale la sua ricerca? Ci tengo a precisare che il Ministero non ha commissionato la ricerca e che l’ha tolta dal sito solo per tutelare la figura di Chaouki e non per censurare me ma anzi per mantenere fede alla natura scientifica della ricerca.

Fonte: Qui

Inserisci un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *

*